DA DOVE PROVENGONO I SOGNI?

Potremmo definire il sogno come un occhio interiore, immateriale, così quando, durante il sonno, l’uomo chiude gli occhi del suo corpo, la sua anima vede la verità in sogno. Sappiamo che l’occhio, o il motivo del mandala, denota un rispecchiamento della nostra visione di noi stessi. Jung ha definito questo centro psichico dell’inconscio con il termine “Sé”, sul modello della filosofia indiana, si tratta del nucleo psichico più intimo dell’individuo, che gli indù hanno equiparato a Dio. Un Dio inteso come spirito cosmico, molto affine alla nostra essenza interiore. Il mandala (immagine cardine del Sé) ha un rigido ordine matematico, come il simbolo dello specchio. A quanto pare nel nostro nucleo più interiore si rispecchia la verità del nostro essere: da lì provengono i sogni che ci mostrano come siamo veramente. Una sorta di intelligenza superiore sembra essere all’opera nei sogni, quella che Jung definì “personalità numero due”, una specie di spirito collettivo. Così Jung stesso lo definisce: “Sebbene noi esseri umani abbiamo una vita personale, tuttavia siamo in gran parte rappresentanti, vittime e promotori di uno spirito collettivo i cui anni si contano in secoli. Può ben darsi il caso che pensiamo per tutta la vita di tirar dritto per la nostra strada, e possiamo anche non scoprire mai che, in massima parte, siamo comparse sul palcoscenico del teatro del mondo. Almeno una parte del nostro essere vive nei secoli…e da questa parte provengono i grandi sogni densi di significato, i quali si può presumere che riguardino non solo i nostri piccoli problemi quotidiani. È molto plausibile ritenere che la funzione terapeutica, equilibratrice del sogno agisca anche nelle persone che non se ne curano, ma quando in Psicoterapia si prendono in considerazione i sogni e addirittura li si capisce, questo effetto si rafforza straordinariamente. Il sogno è uno degli strumenti migliori, secondo Jung, di risolvere problemi psichici e disorientamenti interiori ed è ancora più d’aiuto nel conseguire la completezza interiore, quel processo di individuazione che in fondo, è la meta principale della vita umana.

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Dott.ssa Monica Di Girolamo
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