FENOMENOLOGIA DELL’ANSIA

 

Tutti attraversiamo periodi in cui siamo particolarmente ansiosi, nessuno ne è immune, un lieve grado di ansia può servire a migliorare il nostro comportamento e le nostre performance, quando stiamo svolgendo un’attività. Questo fino ad un certo livello, oltrepassato il quale l’ansia ha invece, influenze negative. La reazione normale dell’organismo di fronte ad una grave minaccia è quella di prepararsi all’azione, quindi affrontare il pericolo oppure darsi alla fuga. Queste reazioni di lotta/fuga hanno una funzione protettiva e corrispondono all’attivazione del sistema nervoso simpatico. L’attivazione produce una serie di risposte fisiche come: l’alterazione della respirazione, l’aumento del battito cardiaco e della tensione muscolare. Tutto ciò si verifica nel momento in cui viene percepita una minaccia che può essere fisica, psicologica o immaginaria. Quando si deve affrontare un pericolo reale la reazione di lotta/fuga è utile e appropriata, ci sono tuttavia, circostanze in cui questa reazione si scatena impropriamente e in alcuni casi si tratta della risposta naturale allo stress a cui siamo sottoposti quotidianamente. Ci troviamo in questi casi in uno stato costante di allerta. Dal punto di vista psicologico si manifestano sintomi come la paura, il panico, l’apprensione e pensieri dominati dall’attesa di eventi infausti. Su questi presupposti possiamo definire il disturbo d’ansia come uno stato di apprensione continuo e irrazionale, che talvolta culmina in paura violenta fino a diventare panico, con effetti secondari su altre funzioni mentali, quali la concentrazione, la memoria e la capacità di giudizio.

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Dott.ssa Monica Di Girolamo
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