IL CARATTERE MASOCHISTA

masochismo
Potremmo dire che il masochismo clinico è sadismo rivolto contro se stessi, la pulsione si rivolge internamente contro il Sé. Inizialmente, il masochismo fu studiato come aberrazione del comportamento sessuale, ma ben presto ci si rese conto che esso può esistere anche in forme in cui non si evidenziano perversioni o fantasie punitive. Queste forme vennero definite masochismo morale e masochismo femminile. Il masochista soffre profondamente di angoscia dovuta alla sensazione di essere continuamente sotto pressione, dal lavoro e dalle relazioni sociali. L’inerzia del masochista è definita da Reich come “il pantano”. L’autore ha identificato i tratti principali del carattere masochista: una sensazione cronica di sofferenza che si manifesta come una tendenza a lamentarsi, tendenza all’autolesione e all’autoumiliazione (masochismo morale), una intensa mania a tormentare gli altri, un comportamento maldestro, senza tatto. Altri tratti minori sono: la tendenza a sovraccaricarsi di lavoro, l’angoscia di fronte al piacere, la difficoltà ad esprimere affetto.
Un’ostinazione subconscia caratterizza il carattere masochista e si traduce in un “io non voglio”, ciò lo porta a muoversi senza tener conto del suo intimo rifiuto a farlo ma a scapito della naturalezza. Il solo modo possibile per fare è quello di sforzarsi, di spremersi contro la resistenza inconscia. Tutti i caratteri masochisti si sforzano e si spremono, accettano la realtà e allo stesso tempo la combattono. Nelle situazioni che richiedono una posizione ferma, il carattere masochista si sforza ma poi cede.
egli sente un forte rancore verso gli altri, che solitamente si traduce a livello fisico in una forte tensione alla nuca e alle spalle. Per tale ragione nel lavoro terapeutico è bene mobilitare il rancore/rabbia fissato alla nuca mediante una sua forte espressione, la liberazione della collera. Sostanzialmente il masochista prova disprezzo ma questo si manifesta più che altro nella tendenza al lamento e al piagnucolio. La mania masochista di tormentare l’altro, il lamento, sono una provocazione ed una sofferenza che ha alla base il mancato soddisfacimento fantasticato o reale di un desiderio d’amore inesauribile e quantitativamente sempre più intenso. Il suo invocare l’amore sotto forma di provocazione e di ostinazione è destinato a fallire ed in un certo senso egli vuole fallire, si tratta forse di un bisogno di punizione. il masochista infatti, teme il successo perché lo porterebbe alla ribalta, suscitando forti angosce associate all’esibizionismo. Invece, il fallimento continua a giustificare da un lato, la sua inadeguatezza e dall’altro il biasimo verso gli altri. Potremmo immaginare il masochista come un individuo profondamente umiliato e che si sente inferiore, il suo comportamento allora può essere interpretato come: “vedi, non sei migliore di me”. L’ottimismo è raro nel carattere masochista in quanto esso si basa su un sentimento di disperazione. Una voce interiore e autodistruttiva o sadica mette lo sgambetto ad ogni tentativo del carattere masochista dicendogli “tu non ce la fai”, sei proprio un incapace”. Questa intimazione lo porta tuttavia, a reagire ed avvertire nei momenti di risalita, un disprezzo nei confronti degli altri sentendosi superiore.

Spesso la storia della sua infanzia non lascia dubbi sulle umiliazioni subite dai genitori, così il bambino per proteggersi, impara ad adottare i metodi dell’oppressore, la tattica del nemico, al fine di sconfiggerlo. Questo è il solo modo di sopravvivenza per il bambino, identificarsi con il nemico e acquisire le sue stesse armi. Ma è anche ciò che va poi a costituire l’aspetto sadico del masochista, una forza negativa che si esprime nel dubbio e nella sfiducia, che potremmo definire l’antagonista delle sensazioni di fede e di amore e che ha come conseguenza il blocco di ogni impulso espansivo verso l’esterno.

 

Dott.ssa Monica Di Girolamo
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