L’ISTERIA DI CONVERSIONE

L’isteria di conversione o conversione somatica è una malattia in cui i disturbi psicologici e l’ansia che ne deriva, sono convertiti o trasformati in sintomi organici.

 

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Essi colpiscono prevalentemente la muscolatura (convulsioni, paralisi, disturbi dei movimenti e della coordinazione, tic, disturbi del linguaggio o perdita della parola) o gli organi sensoriali (cecità, perdita della sensibilità, dolori in zone più o meno vaste descritti in termini assai drammatici).

L’isteria di conversione può quindi imitare un grande numero di sindromi organiche e a volte è difficile distinguerla da queste. Possiamo dire che l’isterico è simulatore in perfetta “buona fede”. Solitamente si nota una specie di compiacenza di fronte ai propri sintomi, seppure così drammatici; a volte le lamentele si accompagnano a un comportamento decisamente istrionico e gli attacchi avvengono in presenza di un pubblico. Per quanto l’invalidità che ne risulta sia notevole, la persona esibisce i suoi sintomi con una certa noncuranza e li contempla come se fosse uno spettatore. Non è possibile trovare una disfunzione o una lesione organica in grado di giustificare i disturbi. Ad esempio le convulsioni sono di tipo epilettico ma l’elettroencefalogramma non presenta nulla di patologico; i dolori sono gli stessi di una colica epatica ma tutte le analisi risultano negative; le paralisi o la perdita di sensibilità fanno pensare a un problema cerebrale che in realtà non c’è. I sintomi sembrano corrispondere all’idea che la persona ha del funzionamento dell’organismo e non ai dati reali di ordine anatomico e fisiologico.

Ad esempio, Dora, la paziente più famosa di Freud, quando iniziò il trattamento, presentava difficoltà croniche di respirazione, tosse nervosa ricorrente che durava dalle tre alle cinque settimane e perdita della voce.

Questi sintomi sono frequenti in molte pazienti, specialmente quello riguardante la voce, che può andare da un’afonia completa a un notevole abbassamento.

In questi casi sono evidenti alcuni tratti del carattere che definiscono l’isteria di conversione; essi possono essere raccolti in tre gruppi che tuttavia, danno un quadro frammentario di una personalità che invece, è molto ricca e sfaccettata.

Egocentrismo: la persona si dimostra apertamente centrata su di sé e non riesce a sviluppare interessi al di là dei propri confini personali. L’attenzione è ricercata con varie richieste a familiari e amici e serve anche da surrogato dell’affetto, se questo non può essere raggiunto. Si arriva così alla civetteria, all’affettazione, all’esibizionismo e a quell’amore per il “teatrale” che si manifesta in vari modi.

La Dipendenza e l’immaturità: accanto alla continua richiesta di attenzioni e di affetto, il comportamento risulta essere piuttosto infantile. L’individuo si mostra esigente, irriflessivo, fatuo, incapace di considerare i desideri altrui e di prevedere le conseguenze future delle proprie azioni. I sentimenti manifestati sono intensi e spesso mutevoli, le emozioni non vengono inibite e a volte scoppiano con violenza, mentre le impressioni sono immediate, vivaci e comunicative. Esprime giudizi utilizzando termini altisonanti, che però non si basano sui dati di fatto ma su impressioni  del momento. I rapporti con gli altri tendono ad essere superficiali e l’adattamento sessuale tende ad essere insoddisfacente.

La suggestionabilità: la persona risulta essere facilmente “influenzabile” dalle opinioni altrui, dalla pressione di aspettative reali o immaginarie, da mode passeggere, da pregiudizi correnti e da eccitazioni momentanee. Alla base del giudizio non ci sono convinzioni radicate o conoscenze e fatti derivanti dall’esperienza personale; la sua attenzione si lascia catturare con relativa facilità. Troviamo inoltre, la tendenza a identificarsi con gli altri e l’attitudine ad imitare.

Quando alcune di queste caratteristiche sono presenti in misura notevole, la persona conduce una vita difficile, soffre, anche se dà l’impressione di far soffrire gli altri e solitamente suscita giudizi negativi o reazioni di fastidio e di ostilità, le quali non fanno altro che amplificare il suo sentimento di solitudine e il bisogno di riconoscimento e accettazione da parte degli altri. A tal  proposito, non dobbiamo dimenticare che, da un punto di vista della psicologia del profondo, la persona per così dire isterica, è mossa da un forte bisogno interno di dipendenza. In Psicoterapia, è proprio il riconoscimento di questo bisogno e della privazione che a volte, lo ha determinato, il passaggio fondamentale per un cambiamento interiore e per un miglioramento della qualità della vita del paziente.

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